Come saprete, ieri è stata presentata la Direttiva generale sullo svolgimento delle funzioni e sui compiti dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, a firma del Ministro Corrado Clini.
Le osservazioni sono molte e abbiamo notato fermento fra iscritti e simpatizzanti. Come ormai consuetudine, apriamo a tutti questo spazio di discussione per confrontarci e raccogliere idee, suggerimenti, osservazioni.
Le raccomandazioni sono le solite: non mandare mail, ma intervenire direttamente su questo blog. E non inserire osservazioni anonime, che verranno rimosse, ma firmare i commenti. Per intervenire non è necessario registrarsi.
mercoledì 18 aprile 2012
mercoledì 15 febbraio 2012
Nuovo Regolamento di missione
Come sapete da alcuni mesi è in vigore il nuovo regolamento di missione. Finalmente è stato fornito ai lavoratori un documento in grado di fornire risposte ai dubbi relativi alle prestazioni lavorative extra sede,… però ora che abbiamo potuto “provarlo” e non solo leggerlo, sembra proprio che non si sia fatta nessuna o poca attenzione alle attività che siamo istituzionalmente chiamati a svolgere.
Il risultato è uno strumento burocratico niente affatto duttile, non comprendente tutte le possibili casistiche di attività che si svolgono in un istituto di ricerca come il nostro e che, per ragioni di presunto risparmio, tende a comprimere la possibilità di valutazione dei lavoratori con atteggiamenti pregiudizialmente restrittivi e vessatori, ottenendo invece esattamente l’effetto opposto.
Le conseguenze riscontrate sono maggiori costi di missione per vitto e alloggio e minore tempo produttivo sia in missione che in sede.
Di fatto per espletare correttamente l’ampollosa procedura autorizzativa, consuntiva, gestionale (cartellino, recupero ore) sono necessarie diverse ore/uomo e alcune decine fogli di carta, mail, stampe, fax, fotocopie, corrispondenza interna, firme.
Cerchiamo in questo spazio di riportare le esperienze e idee relativamente a questo tema così da avere una casistica il più completa possibile, al fine di produrre un documento con relative proposte da sottoporre all’amministrazione.
venerdì 27 gennaio 2012
mensa vs buoni pasto
Il titolo è volutamente provocatorio.
La questione è stata infatti vissuta fino ad oggi come una contrapposizione netta tra i fautori della mensa a tutti i costi e coloro che non volevano rinunciare al "ticket".
La legislazione al riguardo è molto più elastica e permette di non penalizzare nessuna delle due "fazioni".
La risposta si chiama ristorazione. La ristorazione prevede che i locali mensa continuino ad esistere, garantendo il livello qualitativo attuale, ma il dipendente che sceglie di usufruire del servizio lo paga con il buono pasto. Non solo: il buono pasto può essere utilizzato tutto o in parte presso il servizio ristorazione e va da sé che la parte non spesa resta al lavoratore.
Coloro che invece scelgono di non usufruire del servizio ristorazione, hanno il diritto a percepire l'intero valore del buono pasto e allo stesso tempo il diritto di utilizzare i locali della ristorazione per consumare il pranzo che si sono eventualmente portati o per il recupero psicofisico.
Adesso la parola passa a voi. Come sempre, questo vuole essere uno spazio per un confronto franco e aperto, anche se è auspicabile una soluzione che non penalizzi nessuna delle due parti. Le raccomandazioni sono le solite: non mandare mail, ma intervenire direttamente nel presente blog. E non inserire osservazioni anonime, che verranno rimosse, ma firmare i commenti. Per intervenire non è necessario registrarsi.
La questione è stata infatti vissuta fino ad oggi come una contrapposizione netta tra i fautori della mensa a tutti i costi e coloro che non volevano rinunciare al "ticket".
La legislazione al riguardo è molto più elastica e permette di non penalizzare nessuna delle due "fazioni".
La risposta si chiama ristorazione. La ristorazione prevede che i locali mensa continuino ad esistere, garantendo il livello qualitativo attuale, ma il dipendente che sceglie di usufruire del servizio lo paga con il buono pasto. Non solo: il buono pasto può essere utilizzato tutto o in parte presso il servizio ristorazione e va da sé che la parte non spesa resta al lavoratore.
Coloro che invece scelgono di non usufruire del servizio ristorazione, hanno il diritto a percepire l'intero valore del buono pasto e allo stesso tempo il diritto di utilizzare i locali della ristorazione per consumare il pranzo che si sono eventualmente portati o per il recupero psicofisico.
Adesso la parola passa a voi. Come sempre, questo vuole essere uno spazio per un confronto franco e aperto, anche se è auspicabile una soluzione che non penalizzi nessuna delle due parti. Le raccomandazioni sono le solite: non mandare mail, ma intervenire direttamente nel presente blog. E non inserire osservazioni anonime, che verranno rimosse, ma firmare i commenti. Per intervenire non è necessario registrarsi.
lunedì 7 novembre 2011
Statuto
Finalmente e con grave ritardo è arrivata la bozza di statuto dell’ISPRA!?!
…………………….
Lo Statuto proposto, secondo l’idea del Presidente vuole dare un’identità scientifico/organizzativa all’ISPRA in un contesto normativo (Decreto Interministeriale) che definisca in modo certo le competenze dell’ISPRA in maniera da porlo, almeno da un punto di vista normativo, allo stesso livello di ENEA, ISS e CNR.
Come non condividere nella sostanza quanto contenuto nell’interessante e puntuale relazione allo Statuto del Presidente. Siamo soprattutto consapevoli dell’urgenza di raggiungere un più consistente coordinamento delle diverse competenze presenti nell’ISPRA, che a tre anni dalla sua istituzione risulta ancora una mera sommatoria delle attività dei tre enti confluiti, esponendola ai venti di scioglimento che di volta in volta coinvolgono gli E.p.r. di questo Paese.
Questa consapevolezza non ci distrarrà dal fornire le nostre puntuali osservazioni, integrate dai contributi che gentilmente vorrete fornirci. Osservazioni che difenderemo in ogni sede a partire dal C.d.A., al quale chiederemo un’audizione, e che vi chiediamo di fornirci in tempi brevi, in quanto la data ultima dataci dall'Amministrazione è il 18 novembre. Tempi strettissimi, in considerazione del fatto che le vostre osservazioni e i vostri commenti vanno poi organizzati in un documento organico e coerente. Vi preghiamo pertanto di non mandare mail, ma di intervenire nel presente blog.
Non verranno prese in considerazione osservazioni anonime, che verranno rimosse.
Di seguito intanto alcuni considerazioni già nostre e che vi sottoponiamo:
Deve essere esplicita nello Statuto la mission dell’Istituto anche semplicemente estraendo quanto riportato nel D.M. 123 del 21 maggio 2010.
Deve essere esplicitato tra i principi l’applicazione e il rispetto del CCNL degli Enti pubblici di ricerca
Deve essere completamente riscritto l’articolo 9 prevedendo il ruolo ad esaurimento dei dirigenti ereditato dallo statuto dell’exApat con la previsione di limitatissime posizioni dirigenziali riservate a coordinamenti di tipo amministrativo.
Deve essere ribadita tra i principi il riferimento alla “garanzia della non ingerenza della dirigenza amministrativa nella gestione della ricerca” da assicurare attraverso la separazione delle attività amministrative da quelle tecniche e di ricerca come sancito dal D.M. 123 del 21 maggio 2010.
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Lo Statuto proposto, secondo l’idea del Presidente vuole dare un’identità scientifico/organizzativa all’ISPRA in un contesto normativo (Decreto Interministeriale) che definisca in modo certo le competenze dell’ISPRA in maniera da porlo, almeno da un punto di vista normativo, allo stesso livello di ENEA, ISS e CNR.
Come non condividere nella sostanza quanto contenuto nell’interessante e puntuale relazione allo Statuto del Presidente. Siamo soprattutto consapevoli dell’urgenza di raggiungere un più consistente coordinamento delle diverse competenze presenti nell’ISPRA, che a tre anni dalla sua istituzione risulta ancora una mera sommatoria delle attività dei tre enti confluiti, esponendola ai venti di scioglimento che di volta in volta coinvolgono gli E.p.r. di questo Paese.
Questa consapevolezza non ci distrarrà dal fornire le nostre puntuali osservazioni, integrate dai contributi che gentilmente vorrete fornirci. Osservazioni che difenderemo in ogni sede a partire dal C.d.A., al quale chiederemo un’audizione, e che vi chiediamo di fornirci in tempi brevi, in quanto la data ultima dataci dall'Amministrazione è il 18 novembre. Tempi strettissimi, in considerazione del fatto che le vostre osservazioni e i vostri commenti vanno poi organizzati in un documento organico e coerente. Vi preghiamo pertanto di non mandare mail, ma di intervenire nel presente blog.
Non verranno prese in considerazione osservazioni anonime, che verranno rimosse.
Di seguito intanto alcuni considerazioni già nostre e che vi sottoponiamo:
Deve essere esplicita nello Statuto la mission dell’Istituto anche semplicemente estraendo quanto riportato nel D.M. 123 del 21 maggio 2010.
Deve essere esplicitato tra i principi l’applicazione e il rispetto del CCNL degli Enti pubblici di ricerca
Deve essere completamente riscritto l’articolo 9 prevedendo il ruolo ad esaurimento dei dirigenti ereditato dallo statuto dell’exApat con la previsione di limitatissime posizioni dirigenziali riservate a coordinamenti di tipo amministrativo.
Deve essere ribadita tra i principi il riferimento alla “garanzia della non ingerenza della dirigenza amministrativa nella gestione della ricerca” da assicurare attraverso la separazione delle attività amministrative da quelle tecniche e di ricerca come sancito dal D.M. 123 del 21 maggio 2010.
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